Storia Dal 1913


Dal 1913
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La nascita e i primi anni
Il 27 luglio 1913 nasce il Verdi Football Club, che cambierà presto il suo nome in Parma Football Club, adottando come divisa una maglia bianca con croce nera sul petto. Le competizioni vere e proprie iniziano nella stagione 1919/20, terminata con un secondo posto nel girone eliminatorio del campionato emiliano. Nel 1924/25 la prima promozione: il Parma passa dalla seconda alla prima divisione. Nel 1928/29 vince il torneo della prima divisione ed è ammesso alla neonata serie B su girone unico.

Il debutto in serie B
Il Parma debutta nel campionato di serie B il 6 ottobre 1929 battendo 2-0 la Biellese. La squadra emiliana resta tre anni in serie B retrocedendo alla prima divisione soltanto al termine della stagione 1931/32. l’anno prima il nome era stato di nuovo cambiato diventando A.S. Parma. Dal 1932 al 1935 tre stagioni in prima divisione portano due secondi posti, nonché l’ammissione alla serie C costituita a partire dal 1935/36. il miglior piazzamento da qui alla fine degli anni ’30 è un quarto posto nel 1939/40.

Il lungo ciclo in serie C
Negli anni precedenti la Prima Guerra Mondiale, il Parma continua a ottenere risultati in serie C. la stagione 1941/42 porta un secondo posto, mentre l’ anno successivo il Parma centra la promozione in serie B vincendo dapprima il girone G di serie C grazie a 17 vittorie su 19 incontri totali e a ben 82 reti segnate. Il Parma vince 2-0 a Brescia lo spareggio del girone promozione col Verona, anch’esso classificato al secondo posto, ma viene poi retrocesso all’ultimo posto del girone per corruzione nei riguardi di alcuni giocatori del lecco all’ultima giornata. Vengono squalificati per due anni tre giocatori lecchesi (Barcella, Bacis e Forlani), mentre viene radiato il giocatore del Parma Colombi. Dopo la guerra, il Parma disputa tre campionati di serie B retrocedendo alla fine della stagione 1948/49 dopo aver perso lo spareggio dallo Spezia a Milano con un sonante 4-1. ricomincia un ciclo di cinque anni in serie C dove gli emiliani si piazzano due volte secondi, prima di riottenere la promozione in serie B.

11 anni in serie B
La stagione 1953/54 vede il Parma chiudere il campionato di serie C al primo posto con 43 punti frutti di 17 vittorie, 9 pareggi e 8 sconfitte. La squadra emiliana si insedia fin dall’inizio, infatti, al comando della classifica trascinata dai gol dell’attaccante Korostelev, autore di 15 delle 45 reti complessive. Così inizia uno dei periodi più prosperi del club, che mantiene per ben 11 anni il suo posto in serie B. il miglior piazzamento è nel 1954/55, quando il Parma chiude al nono posto. Nel 1956/57 il gialloblù Erba con 16 reti si laurea capocannoniere del campionato. Sono questi gli anni di Ivo Cocconi, che con 308 presenze è il fedelissimo nella storia del club emiliano. Nella stagione 1960/61 il Parma si affaccia per la prima volta sul palcoscenico europeo, ottenendo due vittorie contro il Bellinzona nella Coppa delle Alpi. Segue l’amaro ritorno in serie B nella stagione 1964/65: la squadra emiliana chiude all’ultimo posto con 23 punti a undici lunghezze dalla zona salvezza.

La parentesi della serie D
Alla retrocessione in serie C segue immediatamente quella in serie D, e contemporaneamente vediamo il susseguirsi di diverse denominazioni sociali, fino alla fusione del 1969 con l’A.C. Parmense, salita nel frattempo in quarta serie dai tornei regionali. Il decennio si chiude con il definitivo abbandono della serie D grazie al primo posto ottenuto nel girone B nella stagione 1969/70.ie di cambi nella denominazione sociale infine.

Gli anni ’70 e ’80 fra B e C
La stagione 1972/73 segna il ritono del Parma in serie B: la squadra di Giorgio Sereni vince il campionato dopo un sofferto spareggio a Vicenza in cui gli emiliani superano 2-0 l’Udinese. Nel 1973/74 il Parma si classifica clamorosamente quinto in serie B, miglior piazzamento della sua storia fino a quel momento. Inspiegabilmente nel giro di dodici mesi passa dai sogni di serie A al ritorno in C: nel 1974/75 infatti la squadra chiude all’ultimo posto in B e retrocede ancora una volta. Trascorre il resto degli anni ‘70 in serie C fino alla nuova promozione che avviene grazie al secondo posto della stagione 1978/79: anche in questo caso è uno spareggio a far promuovere gli emiliani allenati da Cesare Maldini, ancora una volta a Vicenza e sempre contro una squadra friulana, la Triestina, che viene battuta 3-1 ai tempi supplementari grazie alla doppietta di un giovane di belle speranze, Carlo Ancelotti. Ancora una volta la serie B dura lo spazio di dodici mesi: gli anni ‘80 si aprono all’insegna della serie C, abbandonata una prima volta al termine del torneo 1983/84 con la squadra guidata da Marino Perani, vittoriosa in campionato a braccetto col Bologna. Ancora dodici mesi appena in serie B prima di disputare nella stagione 1985/86, l’ultimo campionato di terza serie nella storia emiliana. A riportare in B il Parma è un certo Arrigo Sacchi che l’anno successivo guiderà gli emiliani al settimo posto finale grazie ad un gioco moderno e spettacolare, gioco che suscita l’ interesse di Silvio Berlusconi, presidente del Milan, eliminato in Coppa Italia proprio dai gialloblù. A Parma si cominciano a gettare le basi per il grande salto in A.

1989/90: la storica promozione in serie A
La storica promozione in serie A è datata 27 maggio 1990. Il Parma la conquista alla penultima giornata battendo in casa gli storici rivali della Reggiana con i gol di Osio e Melli. E’ il Parma di Nevio Scala ed in quella squadra si trovano elementi che faranno la storia del primo Parma in serie A e nelle coppe: da Melli a Minotti, da Apolloni a Marco Osio, il “sindaco”.

Gli anni ’90: inizia l’età dell’oro
Il Parma è promosso in serie A! E’ Nevio Scala l’allenatore dei primi passi nel massimo campionato. Il Parma debutta il 9 settembre 1990 perdendo in casa con la Juventus 1-2: è di Melli su rigore il primo gol dei gialloblù in serie A. Osio quindici giorni dopo regala ai tifosi la prima vittoria nel calcio che conta, 1-0 sul Napoli di Maradona. Il Parma con un gioco molto apprezzato chiude l’andata al terzo posto e nonostante un girone di ritorno sotto tono arriva sesto e si qualifica in Coppa Uefa. Nel 1991/92 dà il via ad un ciclo vincente che porterà quattro titoli in altrettanti anni: se il debutto in Coppa Uefa non è felice (emiliani eliminati al primo turno dal Cska Sofia) il Parma trionfa in Coppa Italia battendo la Juventus 2-0 il 14 maggio 1992 con i gol di Melli e Osio. Nella stessa stagione arriva la prima convocazione in nazionale della storia con la chiamata di Alberto Di Chiara che debutta il 31 maggio 1992 in Italia-Portogallo 0-0. Nel 1992/93 (12 maggio a Wembley) il Parma batte l’Anversa per 3-1 aggiudicandosi la Coppa delle Coppe: il gol decisivo è ancora di Melli.
Nel 1993/94 è la volta della Supercoppa Europea, vinta il 2 febbraio a Milano battendo ai supplementari per 2-0 i rossoneri di Capello: firma il gol vincente Massimo Crippa. Nella stessa stagione il Parma perde la finale di Coppa delle Coppe battuto dall’Arsenal 1-0. Intanto arriva un premio anche per i tifosi parmensi: il 27 maggio 1994 la nazionale azzurra disputa la sua prima gara nello stadio emiliano: avversario la Finlandia che batte 2-0. La miglior stagione di Scala è il 1994/95: la squadra finisce seconda in serie A, appaiata alla Lazio, dopo un lungo testa-testa con la Juventus che vinse poi lo scudetto. Ma in quell’anno la sfida con la Juventus è infinita: le due squadre arrivano infatti in finale di Coppa Italia (vincono ancora i bianconeri) e in Coppa Uefa dove il Parma si prende la grande rivincita vincendo l’andata 1-0 in casa e pareggiando il ritorno a Milano 1-1. Eroe di Coppa è Dino Baggio che firma entrambi i gol. Il ciclo di Scala finisce nella stagione 1995/96 con un sesto posto.

Il tempo degli allenatori emergenti
Concluso il ciclo firmato da Nevio Scala e vinti quattro titoli in altrettanti anni, il club si appresta a vincere lo scudetto. La squadra viene affidata a Carlo Ancelotti che la pilota immediatamente al secondo posto dopo un lungo testa-testa con la Juventus. Il piazzamento d’onore vale comunque agli emiliani lo storico ingresso alla Coppa dei Campioni “Champions League”. Nella stagione 1997/98 il Parma delude, chiude il campionato al sesto posto ed esce di scena al primo turno in Champions League. Il progetto scudetto è ancora rimandato e viene affidato alle giovani mani di Alberto Malesani. L’avvio del tecnico veronese non è dei più semplici ma la sua tenacia fa sì che al termine della stagione il bilancio 1998/99 sia il più roseo nella storia del club. Il Parma si classifica ancora una volta in Champions League, vince la Coppa Italia superando in finale la Fiorentina, ex squadra di Malesani, e conquista la Coppa Uefa vincendo nella finale di Mosca l’ Olympique Marsiglia 3-0. All’ inizio della stagione 1999/00 un altro trionfo: a San Siro il Parma si impone 2-1 al Milan vincendo la sua prima Supercoppa di Lega; immediatamente dopo una clamorosa delusione, l’ esclusione dalla Champions League già nel turno preliminare, ad opera dei Glasgow Rangers; in campionato il Parma chiude al quarto posto alla pari dell’Inter, perdendo lo spareggio di Verona per l’ accesso alla Champions League: 3-1 per i nerazzurri il risultato finale. Nel 2000/01 e 2001/02 il Parma dà vita ad un turbinio di cambi di allenatore: via Malesani a gennaio 2001, ecco Sacchi, che rinuncia ben presto per problemi di salute; arriva Ulivieri che, con un brillante girone di ritorno nella stagione 2000/01, conduce gli emiliani al quarto posto finale e dunque ad una nuova qualificazione ai preliminari di Champions League. Inoltre porta i gialloblù alla finale di Coppa Italia, persa clamorosamente contro la Fiorentina. L’inizio della stagione 2001/02 è tra i più difficili della recente storia del club emiliano: ancora fuori dalla Champions League, per mano dei francesi del Lille, il Parma parte male in campionato ed Ulivieri viene esonerato alla fine di ottobre. Arriva Passarella, che non fa neppure un punto e salta a dicembre. E’ il pragmatismo di Carmignani a riportare il Parma sulla retta via: partita dopo partita, il Parma, seppur a fatica, recupera posizioni e riesce a salvarsi con 90’ di anticipo: la finale di Coppa Italia, conquistata durante la stagione, è il sigillo finale, il Parma vince infatti 1-0 la gara di ritorno sulla Juventus, ribaltando l’ 1-2 di Torino e aggiudicandosi per la terza volta la seconda competizione nazionale.

Con Prandelli il Parma punta sui giovani
La stagione 2002/03 vede l’arrivo sulla panchina gialloblù di Cesare Prandelli: con lui la Società vara il “Progetto Parma” che prevede la valorizzazione di giovani calciatori di qualità, italiani ed esteri, sia sotto il profilo sportivo che umano. Il tecnico di Orzinovi verrà ricordato sempre, dai sostenitori crociati, per i risultati ottenuti sul campo (due quinti posti consecutivi) nonostante le difficoltà incontrate, specie nel secondo anno di getione. Durante il mercato estivo, propedeutico alla stagione sportiva 2002/03, si registrano la cessione del capitano Fabio Cannavaro e l’arrivo, in compartecipazione con l’Inter, del promettente ed espolsivo attaccante brasiliano Adriano. L’attività agonistica parte con la Supercoppa Italiana: nell’insolito scenario di Tripoli, la Juventus batte il Parma per 2-1 con doppietta di Del Piero ed il gol di Di Vaio, alla sua ultima apparizione nelle file crociate: dopo pochi giorni, infatti, il bomber verrà ceduto proprio alla Juventus. Il suo posto verrà preso da Adrian Mutu (proveniente dal Verona). Sarà proprio la coppia-gol Adriano e Mutu, da molti riconosciuta come la migliore al mondo, a trascinare la squadra al quinto posto in classifica, piazzamento valido per prendere parte alla successiva edizione della Coppa Uefa. Negli ultimi giorni prima dell’avvio della stagione 2003/04 Adrian Mutu, capocannoniere gialloblù nel campionato precedente viene ceduto al Chelsea: ma la squadra non si perde d’animo e, trascinata da Adriano, si conferma nelle posizioni più alte della classifica. Ma un ciclone si sta per abbattere sulla squadra crociata: prima l’infortunio di Adriano (uno strappo muscolare che lo terrà lontano dal terreno di gioco per più di due mesi) poi il crac della casa madre Parmalat. Nonostante queste traversie, il Parma non si scoraggia: Adriano viene sostituito da un ragazzo già presente nella rosa, ma che fino a quel momento – nonostante i gol a ripetizione segnati con la maglia della nazionale Under 21 – aveva vissuto all’ombra dell’asso brasiliano, Alberto Gilardino. Il bomber di Biella convince tutti a suon di reti e non fa rimpiangere l’asso brasiliano che, dopo essersi ristabilito dall’infortunio, può così essere ceduto, durante la sessione invernale del calciomercato, all’Inter per far fronte alle impellenti necessità economiche. Il Parma va avanti, fa gruppo e termina il campionato al quinto posto in classifica ad un solo punto dalla quarta posizione valida per l’accesso ai preliminari di Champions League (determinante la sconfitta nello scontro diretto nella penultima giornata a San Siro con l’Inter, deciso proprio da una rete di Adriano): sarà solo Coppa Uefa, però per la quattordicesima volta consecutiva i gialloblù potranno giocare in Europa.

 



 
Pt. Pg.
Bari 0 0
Bologna 0 0
Brescia 0 0
Cagliari 0 0
Catania 0 0
Cesena 0 0
Chievo 0 0
Fiorentina 0 0
Genoa 0 0
Inter 0 0
Juventus 0 0
Lazio 0 0
Lecce 0 0
Milan 0 0
Napoli 0 0
Palermo 0 0
Parma 0 0
Roma 0 0
Sampdoria 0 0
Udinese 0 0
 
 
 
 
 
 
 
 
   
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