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Collecchio (PR), 9 marzo 2010 – “Contro il Siena – dice l’allenatore del Parma FC Francesco Guidolin alla ripresa degli allenamenti dopo Siena-Parma – abbiamo fatto male il primo quarto d’ora; poi c’è stato un po’ di assestamento dal punto di vista tattico, la squadra ha preso maggiore convinzione, abbiamo cominciato a far girare meglio la palla e per un tempo, cioè quello a cavallo tra la metà della prima frazione di gioco e la seconda, abbiamo disputato una buona gara. Io me l’aspettavo dall’inizio ma evidentemente ancora qualche scoria c’è, c’è un po’ di incertezza. Dobbiamo vincerla perché abbiamo la possibilità di fare meglio di così fuori casa.” Sui prossimi avversari: “Al Tardini verrà un’altra squadra che sta tentando di salvarsi, l’Atalanta, e per la quale la partita di Parma è una finale, perciò noi la affronteremo come se fosse una finale. Forse nel periodo buio qualche risultato in più l’avremmo meritato, però è andata così. Non ci guardiamo indietro ma cerchiamo di guardare avanti.”
Francesco Guidolin, si aspettava qualcosa in più dal Parma nella sfida contro il Siena? “Abbiamo fatto male il primo quarto d’ora, ma secondo me eravamo pronti a fare la partita che abbiamo sviluppato dopo questo primo quarto d’ora. C’è stato un po’ di assestamento dal punto di vista tattico, la squadra ha preso maggiore convinzione, abbiamo cominciato a far girare meglio la palla e secondo me per un tempo, cioè quello a cavallo tra la metà della prima frazione di gioco e la seconda, abbiamo disputato una buona gara. Io me l’aspettavo dall’inizio ma evidentemente ancora qualche scoria c’è, c’è un po’ di incertezza. Dobbiamo vincerla perché abbiamo la possibilità di fare meglio di così fuori casa.”
L’episodio della traversa colta da Morrone è l’emblema del perché il centrocampo del Parma segni così poco… “No, Morrone può migliorarsi. Tra l’altro Stefano i suoi tre o quattro gol a stagione li ha sempre realizzati, perciò mi sembra che si tratti solo di sbloccarsi. Se ne realizza uno, poi acquisisce maggiore convinzione dentro l’area, perché noi gli chiediamo di andarci, sia a lui che a Galloppa, perché tanti gol si fanno da dentro l’area, e se vai con uno solo è difficile realizzarne. Se ci vai con tre o quattro giocatori, invece, hai più possibilità, ma bisogna farlo con la convinzione e la tranquillità giuste, perché davanti al portiere non serve buttar giù la porta, serve spesso un tocco meno forte ma più efficace. Io non mi lamento dei miei giocatori, anche se qualche volta sottoporta qualche passaggio lo sbagliamo.”
Crespo, Jimenez e Bojinov sembrano giocatori che fanno fatica ad entrare in condizione… “Per Crespo ed Jimenez è inevitabile che sia così, almeno da quando sono arrivati a Parma, perché Crespo non aveva giocato tantissimo prima e soprattutto è stato fermo tanto quando è arrivato qui. Quindi lui ha bisogno di giocare con continuità e di trovare al più presto i novanta minuti. Per Jimenez il discorso è analogo, perché non ha giocato tantissimo: nessuno dei due era nella condizione migliore e d’altra parte no” di loro abbiamo bisogno da quando abbiamo fatto queste sce3lte in fase di mercato. E noi li aspettiamo. Mi dispiace tento per la squalifica di Jimenez perché secondo me questa è veramente immeritata, perché io non giudico mai l’operato degli arbitri, ed in questo caso non è neanche un giudizio, ma è proprio il fatto che l’arbitro non ha potuto accorgersi di quello che è successo, e si vede dalle immagini che l’arbitro presume che sia stato uno sgambetto volontario. Ma Jimenez se ha toccato Cribari, se l’ha toccato, perché questo è tutto da verificare, l’ha fatto in maniera del tutto involontaria, e perdiamo il cileno ancora per una settimana, dopo averlo perso per due. Al di là di questo indubbiamente nessuno dei due è al 100%, ma ci servono tutti e due, Jimenez per la qualità tecnica, Crespo perché è Crespo.”
Riguardando la carriera del bomber argentino, Crespo ha sempre giocato in squadre che lottavano ai primissimi posti del campionato… “Non credo possa esserci un freno in questo, perché lui è partecipe della nostra situazione, ben consapevole della realtà che viviamo. Che poi nei club nel quali ha giocato prima gli arrivassero palle più pulite, ne arrivassero di più, è un altro discorso. Ma io penso che quando sarà oliato bene il suo motore, Hernan ci potrà dare quella mano di cui abbiamo bisogno, cioè del gol inventato, perché noi gol così non ne facciamo mai. L’ultimo è stato quello di Bojinov contro il Bari, e noi tante volte avremmo bisogno di un gol così. Crespo e Bojinov sono secondo me i giocatori che hanno di più questa qualità.”
La posizione di Jimenez nella seconda parte della gara contro il Siena può trovare continuità nell’arco della stagione? “Noi siamo partiti con il 4 2 3 1 ma mi sono reso conto che facevamo fatica a gestire la palla. Il 4 2 3 1 è il sistema di gioco che io preferisco in assoluto, ed in più i nostri attaccanti centrali hanno bisogno di uno vicino, di una mezzapunta che dialoghi con loro e gli stia vicino. Ma mi sono accorto che facevamo fatica a far arrivare la palla lì, così ho cambiato, spostando Jimenez a fare il regista, perché là non sarebbe stato marcato dal loro centrale basso. Avendo un po’ più di libertà e tenuto conto che non è ancora nella condizione migliore per fare il trequartista, ma magari ha una condizione aerobica abbastanza buona, perché ha lavorato tanto, l’ho spostato, e lì le cose hanno funzionato meglio. La squadra ha dialogato di più. Mi sono accorto anche io che Hernan era troppo solo, però non si può avere tutto. Così la squadra si è espressa meglio. Jimenez devo ancora conoscerlo bene, ma secondo me può ricoprire tutti i ruoli di centrocampo: come regista, per iniziare bene l’azione; potrà fare il trequarti quando avrà trovato una condizione fisica migliore; può fare la mezz’ala se giochiamo con un centrocampo a tre, e forse può fare anche il centrocampista in un centrocampo a due nel 4 2 3 1. Però deve stare bene, per ritrovare lo spunto e la brillantezza.”
Da Galloppa ci si aspetta qualcosa di più… “Galloppa ci serve, perché è un giocatore di grande generosità, grande affidabilità, e sicuramente non è nel suo momento migliore. Ma io aspetto che ritorni il suo momento migliore, perché sta vivendo un momento di appannamento dal punto di vista fisico, dovuta anche alla stanchezza, e non lo lascio sempre in campo perché non abbia da sostituirlo: solo, io aspetto Galloppa, perché tornerà.”
La velocità di Biabiany, tra i migliori a Siena, è sembrato a volte mettere in difficoltà la squadra… “Non sono d’accordo: Biabiany deve coniugare la velocità con la tecnica e le giocate, perché spessissimo si trova a fare la giocata in anticipo, o la fa male, o la fa in ritardo, ed altre volte trova lo spunto quando invece deve giocare la palla. Jonathan deve migliorare ancora molto, e se mi ascolta forse alla fine di questa stagione, un po’ di lavoro fatto insieme gli sarà utile. Biabiany spesso non ha i tempi di gioco che dovrebbero esserci, pur essendo un giocatore straordinariamente promettente, che ci sta dando una grandissima mano, che sta maturando, che sta crescendo e che a me piace tantissimo.”
Domenica altra finale… “Certo, al Tardini verrà un’altra squadra che sta tentando di salvarsi e per la quale la partita di Parma è una finale, perciò noi la affronteremo come se fosse una finale.”
Dopo l’Atalanta… “Dopo non so contro chi giocheremo, e non lo voglio sapere.”
Visti gli ultimi due risultati utili consecutivi, la sfida con l’Atalanta può essere preparata con una certa tranquillità? “Sì, ma la tranquillità è una compagna di viaggio un po’ pericolosa, perché se ce n’è troppa, spesso l’avversario ne approfitta, perciò è necessario avere la giusta miscela tra tensione agonistica, preoccupazione e serenità che fa sì che un giocatore scenda in campo nel miglior stato possibile. Solo con la tranquillità non si vince mai.”
C’è un fattore particolare che ha fatto sì che il trend negativo venisse spezzato? “No, no qualche risultato in più l’avremmo meritato anche nel nostro periodo buio, però è andata così. Non ci guardiamo indietro ma cerchiamo di guardare avanti.”
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