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Città e Stadio Cenni storici
Dalle origini alle invasioni Barbariche Fondata nel 183/185 da circa 2000 coloni romani, Parma divenne fin da subito un importante punto di riferimento per tutta la pianura circostante, collocandosi in una posizione strategica: all'intersezione della strada consolare est-ovest con quelle preromane transappenniniche, dirette a Luni e al Tirreno da una parte, al Po e all'Adriatico dall'altra. Le costruzione della via Emilia (187 a.C.) favorì inoltre un rapido sviluppo dell'agricoltura e dell'allevamento. Ricostruita da Augusto dopo la distruzione del 44 a.C., raggiunse la sua massima espansione in età imperiale e nel I secolo d.C. ottenne il titolo di "Julia", per la fedeltà dimostrata verso Roma. Dopo un periodo travagliato, la città fu conquistata dai Longobardi che vi insediarono un duca e potenziarono l'apparato amministrativo e militare. Furono costruiti in questo periodo numerosi castelli e ospizi e il segmento parmense della via Francigena.
Dalla costituzione del Comune al periodo Farnese A partire dal IX secolo, i vescovi locali cominciarono ad esercitare un controllo sempre più importante del territorio fino ad assumere il potere temporale. Parma continuò ad essere governata da una lunga serie di vescovi-conti fino a quando divenne un libero comune, attorno al 1140. Questo avvenimento segnò l'inizio della rinascita della città dopo il travagliato periodo del conflitto sulla lotta per le investiture, in cui Parma ebbe un ruolo di rilievo dando i natali a due antipapi: Onorio II e Clemente III. Dopo i conflitti tra Guelfi e Ghibellini, Parma cadde prima sotto il dominio dei Visconti, poi sotto quello degli Sforza. Dal 1500 al 1521 la città passò ai francesi, quindi alla Chiesa. Nel 1545 il papa Paolo III crea il Ducato di Parma e Piacenza, destinandolo a suo figlio illegittimo Pier Luigi Farnese i cui discendenti lo governarono (a parte qualche interruzione) fino al 1731. In questo periodo Parma conobbe una particolare fama per la sua scuola di pittura, con artisti del livello del Correggio e del Parmigianino. La magnificenza dei duchi favorì la progettazione e la realizzazione di opere architettoniche, che diedero a Parma l'aspetto di piccola ma graziosa capitale italiana.
Dal periodo borbonico all'unità d'Italia Con l'estinzione dei Farnese, il Ducato passò per discendenza femminile ai Borbone e in particolare a Carlo di Spagna, figlio di Elisabetta Farnese e Filippo V, e con la pace di Aquisgrana (1748) il territorio si estese a buona parte della bassa reggiana. Un nuovo periodo di influenza francese segnò anche il passaggio ad una politica riformatrice che risollevò il ducato. Grazie all'intraprendenza del primo ministro Guillaume de Tillot, Parma visse uno dei suoi periodi di maggior splendore, arricchendosi di eleganti architetture neoclassiche, di nuove strutture urbane e di importanti istituzioni quali la Biblioteca Palatina, la Stamperia Reale, il primitivo nucleo del Museo Archeologico, la Quadreria, l'Orto botanico. Il congresso di Vienna assegnò il ducato a Maria Luigia D'Austria, seconda moglie di Napoleone, la quale governerà fino al 1847 avviando una politica assolutistica con ministri di origine straniera. Alla morte di Maria Luigia, il ducato tornò ai Borbone per poi essere annesso, nel 1860, prima al Piemonte e conseguentemente al Regno d'Italia.
Dall'unità d'Italia alla II Guerra Mondiale Con la costituzione dello stato unitario, Parma risentì economicamente del declassamento da capitale di stato a semplice capoluogo di provincia. Nei primi anni del Novecento presero vita in città numerose organizzazioni sindacali e socialiste decise ad opporsi al regime fascista che si stava affermando in quegli anni. Questa contrapposizione vide il suo momento più drammatico nell'agosto del 1922: quando Italo Balbo tentò di entrare con la forza nel popolare quartiere dell'Oltretorrente. I cittadini eressero delle “Barricate” e respinsero le Camicie Nere. Durante la seconda Guerra Mondiale, gli ingenti danni causati dai bombardamenti e i numerosi scontri, favorirono la formazione di zone libere, in particolare nelle valli del Taro e del Ceno, controllate dai partigiani fino alla liberazione del 25 aprile 1945.
Dal Dopoguerra a Oggi La ricostruzione e lo sviluppo economico del secondo Dopoguerra, diedero a Parma un nuovo slancio facendone uno dei più prosperosi centri d'Italia. L'inarrestabile crescita dell'industria alimentare, il recupero di un ruolo artistico e culturale di rilievo e il rilancio delle sue tradizioni portano Parma ad affermarsi anche in Europa. Dal 2003 la città è sede dell'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare.
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